Pubblicato da: eugi2003 su: 21 settembre 2011

Il successo crescente dell’applicazione iPhone Instagram è dimostrato dal numero dei suoi utenti, ora più di dieci milioni, e di gruppi “locali” che si stanno formando in tutto il mondo e soprattutto in Italia (guadate qui …… sotto “Italy” : http://instagramers.com/cities/).. stiamo diventando tutti matti? Forse no, dal momento che anche i brand stanno iniziando a capire quale sia il vero valore aggiunto del Social Network iphone-based più chiacchierato del mondo!
Ma i fashion Brands?
Questo articolo descrive l’applicazione stessa, il suo rapporto con i fashion brands e l’uso che ne è stato fatto durante la fashion week.
In questo articolo vengono invece elencati 23 brand che attualmente utilizzano Instagram.
Tra i fashion brands/users più attivi e che hanno pubblicato immagini dalla Fashion Week segnaliamo Burberry, Gucci, Oscar de la Renta con la sua Pr Girl (uno dei più attivi), Nylon Mag, MTV Style, kate Spade NY, refinery 29, Nanette Lepore, Melissa Stetten.
Ecco poi l’articolo dal blog ufficiale di Instagram che riguarda la Fashion Week.
E voi, avete già creato il vostro profilo?
Non dimenticate di visitare il gruppo Instagram di Bologna e Instagram Italia, che per questo sabato, a Milano, ha organizzato il primo vero raduno -o InstaMeet, in gergo “Igersiano” – di tutti gli Igers Italiani, proprio durante la Fashion Week.. ne vedremo delle belle!!
Pubblicato da: eugi2003 su: 3 agosto 2011
Vi segnalo questo articolo del blog della Forrester che sottolinea l’importanza, per le aziende del settore moda, di focalizzarsi sul mass-customized clothing.
Con le nuove opportunità dello shopping online, infatti, perchè un utente dovrebbe aspettare settimane per ricevere un prodotto massificato (e magari non perfettamente adattabile al proprio corpo) quando potrebbe disegnarsi il capo adattato alle proprie preferenze e soprattutto alla propria taglia?
Ci aveva già provato Levi’s anni fa ma senza troppo successo, viste le scarse possibilità di personalizzazione dei prodotti (ad es. per quanto riguarda i colori) e le tecnologie sicuramente meno avanzate rispetto a quelle di cui disponiamo oggi.
Ecco invece alcuni ottimi esempi di aziende che offrono agli utenti, ognuno a proprio modo, la possibilità di customizzare i prodotti apparel:
Pubblicato da: eugi2003 su: 26 aprile 2011

Sono ormai sempre più diffusi i micro-blog basati soprattutto su immagini, come Tumblr o (per rimanere in ambito Fashion) LookBook.nu .
Grazie ai tag gli utenti stessi creano categorie di argomenti grazie ai quali poi altri utenti scovano i contenuti per loro più interessanti (entra quindi in gioco anche il concetto di Social Bookmarking).
L’ultima frontiera di questo fenomeno consiste nelle “bacheche virtuali” sulle quali gli utenti possono raccogliere e catalogare immagini (arte, illustrazioni, …), prodotti (abbigliamenti, tech, … ), ricette, citazioni e quant’altro e “seguire” le collezioni degli altri utenti con gusti simili ai propri.
Pinterest è proprio uno di questi network fatti di collezioni User-generated.
Svpply, competitor di Pinterest, è invece una piattaforma che unisce il concetto di micro-photo-blogging di Tumblr e il concetto di shopping online di Amazon, in cui gli Store stessi pubblicano immagini dei loro prodotti (v. esempio di store su Svpply) che gli utenti possono poi “seguire” (con “Follow this store”).
Su questo genere di siti-raccoglitori una delle categorie più popolate è proprio quella del Fashion. Lyst, sulla scia di Pinterest e Svpply, si focalizza infatti specificamente sul campo della Moda.
Come Pandora e Last.fm suggeriscono ascolti agli utenti basati sulle loro preferenze e su algoritmi automatizzati, Lyst si pone l’obiettivo di consigliare agli utenti capi di moda e designer interessanti in base alle “Lyste” da loro stessi create.
Tutto ciò per andare incontro a tutti gli utenti che sui siti di shopping online non sempre effettuano l’acquisto immediatamente ma preferiscono, invece, tenere traccia di quello che scovano e gradiscono sul web, per comprare poi in un secondo momento.
Ciò che gli utenti guadagnano nel popolare le proprie “liste” è feedback da parte di chi li segue, che è proprio il fattore che incentiva a proseguire con questo tipo di attività di condivisione.
A differenza di Pinterest e Svpply, con Lyst non si può “bookmark-are” qualsiasi contenuto presente sul web ma solo prelevare articoli dagli store dei partner. Il tutto risulta così più controllato e garantisce la qualità del contenuto sia agli store dei brand partner sia agli utenti stessi.
Per Lyst è prevista una commissione sulle vendite e un CPA (costo per azione) e vengono forniti ai partner dati statistici sui trend e la popolarità dei prodotti.
Vedremo quindi se saranno le previsioni basate su algoritmi automatici o il potere dei Social Media ad avere la meglio per rispondere alla fatidica domanda: “cosa mi metto oggi?”
Pubblicato da: eugi2003 su: 18 marzo 2011
Non mi dite che avete un iPhone e non avete scaricato la App di PhotoSharing che fa impazzire il mondo! Instagram è gratuita e… se ti ci appassioni, non riuscirai più a guardare il mondo con gli stessi occhi: scoverai in ogni angolo una perfetta inquadratura ![]()
Questo articolo di Mashable riguarda appunto Instagram.
Da quando è stato introdotto l’hashtag (con lo stesso principio di quello di Twitter) i brand hanno iniziato a sfruttare questo mezzo come veicolo di marketing e di interazione con i fan… Ad esempio, Brisk Iced Tea, una divisione di PepsiCo, ha invitato gli utenti a scattare foto con l’hashtag #briskpic per avere l’opportunità di comprare su una lattina che verrà distribuita durante la prossima conferenza SXSW. Sono state uploadate più di 1500 foto.
Anche RedBull, Starbucks, NPR, Levi’s Brazil, la Fashion Label Kate Spade e tanti altri brand sono approdati su Instagram, e sembrerebbe proprio essere un’ottimo opportunità per il lancio di nuove e divertenti iniziative consumer.
Tra l’altro è possibiler per un utente pubblicare su Facebook, Twitter e Foursquare (per ora, poi chissà che non aggiungano nuove Features..) le foto caricate su Instagram.. quindi sarebbe un modo in più per popolare i profili Social che spesso i brand faticano tanto ad aggiornare con notizie interessanti