Fashion Web Marketing

james bay burberry fashion web marketingBurberry, in partnership con YouTube e in occasione delle Sfilate Donna Primavera Estate 2015, ha deciso di sfruttare le nuove annotazioni di YouTube (molto più “engaging” rispetto a quei vecchi “fumettini” testuali a cui eravamo abituati) in modo da coinvolgere maggiormente gli utenti e portarli nel backstage. Con le nuove Info Cards, infatti, gli utenti possono vivere un’esperienza più ampia rispetto alla normale fruizione del video, muovendosi su vari livelli di contenuti in base ai box che si presentano in particolari momenti del video.

Uno dei contenuti correlati al video è quello relativo a James Bay, cantautore inglese che è stato protagonista della sfilata curandone, dal vivo, la “colonna sonora” per la serie “Burberry Acoustic”.

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E’ tornata Miranda July: la regista di Me and You and Everyone We Know, uno dei film “indie” più bizzarri e adorabili dell’ultimo decennio, e ideatrice di We Think Alone (progetto in cui Miranda si faceva inviare, re-inoltrandole a chiunque volesse “iscriversi” al progetto, mail da alcuni personaggi del mondo del cinema e dintorni, come Kirsten Dunst e Lena Dunham, a partire da un tema da lei inventato) se ne è uscita con un’altra delle sue.

Ebbene sì, una nuova idea decisamente originale e lontano da qualsiasi nuova app potessimo immaginare. Abbiamo visto app di messaggistica di ogni tipo, ma anche nessuna che inviasse messaggi “vocali” attraverso persone, non attraverso smartphone.

Ecco il testo di presentazione ufficiale che troviamo sul sito dell’app:

Send your friend a message…a stranger will deliver it verbally! Or you can deliver someone else’s message! Somebody works when lots of people in the same area download it so invite your friends!

Or bring a friend to one of our official hotspots
(or… make your own Somebody hotspot!)

In pratica ci sono dei luoghi prestabiliti (alcuni sono già attivi, altri dovranno essere creati dagli utenti stessi) in cui i “messaggeri” si recheranno per trasferire il messaggio al diretto interessato: sarà un po’ come tornare ai tempi del “piccione” viaggiatore!

Questa è l’idea centrale dell’app (per ora solamente per iPhone) di Miranda che è stata presentata proprio oggi al Festival del Cinema di Venezia attraverso un corto di MiuMiu.

Cosa ha a che fare Miranda July con MiuMiu? Non è certo la prima volta che sentiamo parlare di collaborazione tra moda e cinema: il noto e amato brand di moda ha deciso di rendere omaggio a donne di talento del mondo dello spettacolo ingaggiandole per dei cortometraggi.. la nuova frontiera dell’advertising creativo!

Uno dei cortometraggi è quindi proprio quello diretto dalla nostra Miranda…

Non possiamo che invidiare chi oggi ha potuto assistere all’anteprima direttamente a Venezia!

Thanks Miranda for your bright brain!

tommy e le instagramers

Alla New York Fashion Week di quest’anno, per la prima volta, gli utenti di Instagram sono stati “invitati” come insider per le sfilate dei principali brand di Alta Moda.

Gli utenti con foto di qualità sui propri profili hanno avuto accesso anche alle aree più “riservate” in modo da scattare foto da postare sui propri account Instagram e sui propri canali Social.

E’ di fatto una progressione naturale al processo che ha visto crescere, negli ultimi anni,  la popolarità di fotografi di street-style e di fashion blogger. 

Tommy Hilfiger è stato il primo brand ad “assumere” due instagramers appassionati di InstaMeet per organizzarne uno all’interno della fashion week: Brian DifeoAnthony Danielle (con più di 100000 followers a testa) hanno pubblicizzato l’instaMeet attraverso i propri account ricevendo più di 300 applications. Il brand ha selezionato tra questi 20 fortunatissimi instagramers che hanno potuto quindi recarsi anche dietro le quinte della sfilata incontrando il designer in persona!

Il brand avrebbe potuto “ingaggiare” fashion blogger da più di un milione di followers ma non lo ha fatto, preferendo puntare su utenti con un numero di followers tra i 500 e le poche migliaia. In questo modo avrà sicuramente “perso” potenziale pubblicità da grandi numeri ma avrà guadagnato una prospettiva nuova e nuove idee provenienti da nuove menti fresche e non ancora immerse nel mondo del fashion business. 

Finalmente il mondo Fashion si sta democratizzando, aprendosi ad un pubblico più “umano” e non più di elite? Noi lo speriamo vivamente.

 

 


Vine è un’app mobile, figlia di Twitter, per lo sharing di micro-video di circa 6 secondi. Ormai la conoscerete di sicuro, dal momento che è attiva da Gennaio 2013.

Ovviamente ha già fatto parlare di sè per scandali dovuti alle bravate di qualcuno che ha iniziato a diffondere mini-video pornografici o simili.

Twitter ha già bannato le ricerche per contenuti espliciti e ha eliminato gli utenti “incriminati”. Si è anche scusato per aver commesso l’errore umano di inserire il video XXX tra gli editor’s pick. L’età minima per accedere e scaricare l’app è ora salita da 12 a 17 anni.

Ma non è di questo che vogliamo parlare oggi.. ci teniamo a mostrarvi, come sempre, quali siano i brand che non hanno perso tempo e hanno già un loro profilo Vine.

Le sequenze video di Vine possono infatti fungere da mini-ads e gli effetti che si possono creare con questa sorta di stop-motion pilotata dalle nostre dita sono stupefacenti. Nessun effetto o filtro speciale, solo l’inventiva di chi sceglie le sequenze video di qualche secondo da “appiccicare” per divertirsi e far divertire. Se qualcuno si sta ancora chiedendo il senso di video da 6 secondi… scopritelo provando voi stessi o godetevi i video Vine elencati in questo articolo di Mashable.

Per adesso soprattutto i brand USA si sono lanciati in questi nuovi esperimenti, ma chissà: presto vedremo brand di ogni nazionalità e genere.

Tra i fashion brand già presenti su questa nuova piattaforma troviamo anche:

Perchè funzionano e vanno presi come esempi da imitare?

  • Urban Outfitters posta video “stupidi”, “irrilevanti” e divertenti: incapsulano perfettamente la filosofia del brand hipster per eccellenza.
  • Asos posta contenuti che variano da preview della propria nuova app a sfilate e tutto ciò che sta in mezzo.
  • Gap (v.foto) consacra Vine a jeans e solamente jeans (o quasi). I contenuti mostrano tutte le varietà di modelli presenti nelle collezioni del brand.
  • Topshop si focalizza su ciò che è “stiloso” e “cool” con video dal backstage, da sfilate e preview di nuovi outift.
  • I video di MTV Style riguardano le novità non solo sui fashion show, ma anche su band e celebrity. Ci potete trovare un buon mix di contenuti più focalizzati sull’effetto “flashy” che sullo stile.
  • Lucky Magazine è un buon esempio di brand che fa largo uso di tecnologia in un modo molto fantasioso.
  • Schuh: volete un preview della nuova collezione di scarpe?

Per ora è tutto… col tempo vedremo che evoluzione avrà questa app e se i brand sapranno sfruttarla al meglio.. buona visione!

(Fonte: prdaily.com)

versace immagini web

Come sappiamo da tempo, il Web ormai si esprime sempre più per immagini. La sua evoluzione riguarda non tanto la presentazione dei contenuti testuali quanto quella delle immagini. Padrone e protagonsite assolute della nostra era multimediale, le immagini ci circodano: sono dappertutto, spesso sono l’unico modo (o comunque quello più rapido) per condividere quello che stiamo facendo o vedendo ai nostri contatti. Se il layout con cui sono presentate non cattura però i nostri sguardi, la missione è fallita.
Quali sono quindi i brand più meritevoli in questo ambito? Eccoli:

  • VERSACE: il nuovo sito presenta una navigazione a immagini molto simile a quella di Pinterest, con funzioni social comode e colori accesi ma non fastidiosi. Fornisce inoltre consigli personalizzati in base al “mood”. Un sito davvero “giovane” insomma. (Senza contare la portabilità..il sito infatti è ben visibile anche dai device portatili come smartphone, tablet etc.).
  • Boucheron: il brand di alta gioielleria francese Boucheron unisce, integrandoli perfettamente, contenuti testuali con video e immagini che l’utente può poi ritrovare sui vari social quali Instagram, Twitter, Facebook e Pinterest. In basso a sinistra, cliccando sul simbolino del fumetto, si accede ad una chat integrata per chiedere informazioni al servizio clienti in via più diretta. Purtroppo non è ancora possibile acquistare online. Il lazy loading di html5 rende comunque la navigazione molto più leggera e dinamica.
  • Van Cleef & Arpels: ecco un’altra marca di alta gioielleria che si sta buttando sul web visuale. Notevole il tour virtuale del negozio in cui vediamo anche gli artigiani all’opera durante la crazione dei gioielli (sembra quasi in tempo reale.. lo è??). Anche qui, come negli altri siti, gli elementi multimediali hanno la meglio sul testo, che compare solo una volta posizionato il mouse sulle singole immagini. Il testo in overlay è infatti una caratteristica sempre più comune dei nuovi siti in html5 che esaltano l’aspetto visuale. Notevole anche la presentazione dei prodotti tramite Tumblr (niente Pinterest per questa volta) e la collaborazione con James Bortfotografo/blogger francese.

(Fonte: www.womarketing.netsons.org)

Una special mention va però anche al nuovo feed del sito eBay, sempre più gradevole esteticamente e sempre più simile a .. Pinterest (strano eh?). Anche l ‘usabilità è sicuramente migliorata, dal momento che il feed auto-apprende, consigliandoci oggetti a partire dalle nostre ricerche precedenti! Meglio di così, cosa volete? Forse una Carla Gozzi virtuale che si dedichi solo a voi dentro ai siti di e-shopping? Magari! Arriveremo presto anche a quello secondo me.

eBay - My Feed pinterest

Rieccoci con un aggiornamento su una cosa non più così nuova, ma che sta prendendo piede solo da poco.. se continuerà ad accumulare iscritti, i prodotti in vendita andranno a formare un archivio che non avrà niente da invidiare ai vari eBa, etsy etc.

Stiamo parlando di Garage, un’applicazione mobile per ora disponibile (purtroppo) solo per iPhone.
Per chi utilizza già Instagram il problema del dover “imparare” ad utilizzare una nuova app non si pone proprio: il funzionamento è esattamente lo stesso: stessa modalità di caricare le foto, aggiungere descrizioni, commentare le foto degli altri utenti etc.
Rispetto a Instagram, purtroppo, Garage ancora non contiene features per l’editing delle immagini.

In più però ha la possibilità di comunicare direttamente, tramite messaggi privati (o “chat”, se l’utente con cui stiamo comunicando è online in quel momento) direttamente dall’applicazione …. e poi, ovviamente, ci permette di ricevere VERI SOLDINI grazie alla vendita di vestiti, oggetti o tutto quello che ci ritroviamo in casa e che siamo sicuri di non utilizzare mai più.

C’è anche chi sfrutta questa app per vendere oggetti handmade o capi vintage acquistati con l’unico scopo di rivenderli (facebook è ormai pieno di negozietti online gestitii da ragazze che sono ormai diventati più forniti di qualsiasi fiera del vintage!).

Il metodo di pagamento può essere il semplice scambio a “mano” di merce e conseguente somma in denaro, oppure ci si può affidare a PayPal, tramite il quale gli utenti possono “refillare” il nostro account al momento dell’acquisto (questa modalità è chiaramente più adatta per chi non abita nella nostra città).

I vantaggi, dunque, ci sono. Dobbiamo solo sperare che sempre più utenti superino l’ostacolo del “non mi fido” o del “non mi va” o del “non riesco a liberarmi dei miei vestiti vecchi”… Suvvia, abbiamo tutti bisogno di più spazio e di un ricambio stagionale nel nostro guardaroba 🙂

virtual changing room

Vorrei condividere con voi il contenuto di questo articolo di TheNextWeb che elenca i nuovi trend per il mondo del fashion..ve li riassumo:

1) Reinvenzione dei Runway Show:

  •  backstage “aperti” per daer la possibilità di condividere i nuovi look in anteprima sui social. – in prima fila non ci sono più solo gli editor e i VIP: troviamo ora anche gli influencer Social più noti (o vincitori di challenge particolari).
  • sfilate più “cinematiche” , che uniscono modelle/i veri a ologrammi o proiezioni.
  • possibilità di acquistare direttamente dalle sfilate tramite app apposite.

2) Crowdsourcing:

  • crowdsourcing per la creazione o la scelta di prodotti da inserire sullo store online. I clienti diventano designer o buyer (Threadless, Polyvore, Modcloth, Moxsie)
  • Store online personalizzati e curati da team specializzati, blogger, vip o dalla stessa community.

3) Online + Offline:

4) Acquistare da qualsiasi luogo

5) Tablets e Mobile

per ricerca negozi, acquisti online, sharing sui social (Sephora si è guadagnata il primo posto nella classifica di Brand per il Mobile IQ http://www.l2thinktank.com/research/mobile-iq-2012/ )

6) Video:

Eugi’s Tweets:

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