Fashion Web Marketing

Archive for giugno 2010

Fonte:

http://www.mobilecommercedaily.com/gucci-exec-reveals-mobile-commerce-app-sees-600k-downloads/

Il mobile e i social networks stanno diventando sempre più importanti per i Luxury Brands, che vedono cambiare sotto i loro occhi le generazioni dei loro principali customers, dovendo quindi per forza di cose adattarsi per stare al passo con i tempi.

Gli stessi brand Gucci ed Estee Lauder hanno riconosciuto l’importanza del Mobile a proposito delle nuove direzioni che il marketing del “lusso” dovrà prendere. In sostanza, il futuro del luxury marketing dipende direttamente dal comportamento dei consumatori stessi.

Nonostante questa nuova consapevolezza dei brand, però, non basta semplicemente l’ “avere fatto il passo” per ritenersi soddisfatti.. bisogna averlo fatto BENE. Quella è la vera victoria. Per arrivare a ciò, bisogna seguire i propri obiettivi e su quelli basare i propri passi iniziali in questi nuovi ambiti “tech”.

La strategia mobile di Gucci comprende per ora un’applicazione. Il debutto era già avvenuto lo scorso anno, quando tramite mobile l’utente poteva accedere ed acquistare prodotti esclusivi del brand.

L’elenco prodotti verrà aggiornato regolarmente, e il consumer verrà notificato direttamente tramite il telefonino ad ogni nuovo arrivo, e può comprare direttamente con un clic.  Gli utenti saranno inoltre i primi a ricevere notizie su progetti imminenti e inviti relativi agli ultimi eventi esclusivi organizzati.

Inoltre ci sarà la possibilità di creare direttamente le proprie tracce musicali con loops, batterie, beats il tutto con la collaborazione del DJ MARK RONSON (leggi articolo).

Dal lancio di ottobre, l’app è stata scaricata 600.000 volte!

Eleonore Bundry, direttore dell’e-business di Gucci a livello mondiale, ha riferito che entro l’autunno Gucci rilascerà una nuova applicazione per iPad ed un sito web completamente mobile-friendly.

Sue testuali parole: “The key to our multichannel strategy is to find ways to create individual and unique branded experiences so that we don’t overlap”.

Chiaramente anche i social networks giocano il loro importante ruolo, in quanto i clienti “di ritorno” (non quelli che compreranno o usufruiranno del prodotto una sola volta, per intenderci)  diventeranno i cosiddetti “evangelisti” del brand, facendosi portavoce delle nuove iniziative con i loro conoscenti di loro spontanea volontà.

Il segreto, quindi, sta tutto nell’identificare il giusto canale, mobile o web, che porti i clienti a diventare veri e propri “habitué”  e creare esperienze INDIVIDUALI ed UNICHE legate al brand.

I brand sono ora chiamati ad essere sempre più trasparenti, perchè ormai è un trend o comunque per correttezza verso i loro clienti che sono sempre più curiosi e consci di cosa stia dietro alle case produttrici dei loro prodotti di fiducia.

I customer non si fidano più di un cartellone pubblicitario o di uno spot. Spulciano, cercano, invadono i motori di ricerca con query sempre più mirate a “scoprire la verità”. Non vedono l’ora di trovare “falle” nei messaggi che i brand cercano di comunicare e di diffamare i marchi che magari non gli vanno a genio.
Tutto questo ha dato sfogo alle menti sempre più perverse dei creatori dei Reality Show, fino a dare luce a “Blood, Sweat and Tears“:
un reality in cui sei teenager di buonissima famiglia (leggi: RICCHI e VIZIATI), vedranno coi loro occhi qualcosa di cui generalmente neanche immaginerebbero l’esistenza: vivranno in prima persona, nei paesi del terzo mondo, esperienze legate alla produzione dei loro beni di lusso.
Si recheranno in Madagascar, dove lavoreranno sottopagati (6$ al giorno) in miniere di materiali preziosi come gli zaffiri.
Nel caso in cui iniziassero a lamentarsi per le fatiche da affrontare, la punizione sarebbe quella di essere rinchiusi in miniera, completamente al BUIO, per cercare le gemme respirando solo attraverso sacchetti di plastica.
BARBARIE o Mossa Intelligente??
In partenza inconsci sulle condizioni di povertà e disagio in cui persone di certi lontani paesi possano vivere, questi adolescenti superficialotti ne usciranno, almeno un minimo, cresciuti moralmente.


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