Fashion Web Marketing

Archive for settembre 2010

louis Vuitton fashion show facebook

A proposito di Facebook, ecco due interessanti iniziative per sfruttarlo in modo utile:

  • H&M ha inserito sul suo profilo un servizio di customer care con la possibilità di inviare richieste direttamente da Facebook.

Ecco inoltre una presentazione di Fashion’s Collective su come i Luxury Brand possono e dovrebbero sfruttare lo User Generated Content:

  • C’è YouTube, invasa da video di ragazze (e non solo) che testano direttametne prodotti di make-up ed effettuano per i loro fan veri e propri tutorial di trucco;
  • Ci sono siti come Polyvore, LookBook e Looklet che non fanno altro che pubblicizzare fashion brands attraverso foto degli utenti stessi o composizioni su manichini virtuali create a partire da abbinamenti di vestiti reali selezionati attraverso “shop virtuali”
  • Ci sono le classiche, ma sempre in prima linea, Fashion Blogger “improvvisate”.. ormai più influenti di quelle “ufficiali” che lavorano per conto dei Brand..

Ci sono infinite vie con cui gli utenti possono dimostrare di saperci fare con il web, nel campo della moda. Spesso, anzi quasi sempre, gli utenti sono più avanti del brand stesso di cui parlano.. le conversazioni online avvengono ben prima che i brand se ne rendano conto. E’ per questo che le vie tradizionali del marketing esisteranno sì ancora molto a lungo (vi immaginate strade senza cartelloni pubblicitari?) però questi metodi tradizionali devono integrarsi con le vie del web, che sono infinite. E sono in mano agli utenti. Solo i brand che si renderanno conto di ciò non troveranno barriere lungo la via del successo eterno (o quanto meno di lunga durata)

Armani ha introdotto il concetto di “online video shopping” integrando sul proprio sito di e-commerce il sistema di video interattivi Overlay.tv.
Questo permette di visualizzare nella sezione “How to Wear it” del sito di Armani consigli di stile e informazioni utili sui capi che vanno a comporre il guardaroba maschile o femminile stagionale.
Con questo sistema l’utente può fermare l’immagine del video in qualsiasi momento per poter cliccare di volta in volta sui capi d’interesse ed eventualmente comprarli con un solo click.

La svolta dell’online shopping??? Speriamo di sì! Not too bad!

Burberry, brand fondato nel 1856, ha annunciato il lancio del primo “Retail Theatre”, decidendo di trasmettere in tempo reale il fashion show spring/summer 2011 della London Fashion Week nei diversi negozi del brand, su schermi ad alta definizione e con un impianto audio di altissimo livello, per vivere l’esperienza dello show a 360°.
I clienti potranno poi esplorare le collezioni ed effettuare ordini online direttamente dall’applicazione Burberry su iPad. 
Ciò permetterà a Burberry di trasmettere diversi show “virtuali” paralleli simultaneamente, per mostrare al mondo le tante sfaccettature che compongono l’essenza del brand.
Tutto ciò che l’utente vedrà durante la sfilata virtuale sarà disponibile nello store. Dalla giacca al trucco.
Solo i fortunati che hanno ricevuto l’invito direttamene dal designer e direttore creativo di Burberry Christopher Bailey l’8 settembre, però, potranno prendere parte ad uno degli eventi esclusivi che avranno luogo nei diversi negozi.
Il rivoluzionario concetto  ‘Runway to Reality’  è stato lanciato dal brand nel 2009 e questo è già il quarto lancio di una “runway collection for immediate purchase”.

   

Gucci, uno dei primi brand che si è avvicinato al Web con il suo shop online nel 2002, oltre al “restyling” di Gucci.com ha lanciato GUCCI CONNECT, un’innovativa piattaforma per l’interazione con i fan, l’ultima trovata per quello che si può definire “high fashion social networking”.

Ora: abbiamo già visto parecchi brand mandare in live-stream le loro sfilate, ma Gucci è stato il primo a pensare di far partecipare ai catwalk shows direttamente i fan, semplicemente cliccando su RSVP, rispondendo cièoè all’invito di partecipazione speciale all’evento “Women’s Spring Summer 2011” che si terrà a Milano. I fan concorreranno quindi per entrare a far parte di quei pochi fortunati che si filmeranno con la webcam e verranno mandati in onda, proiettati direttamente durante la sfilata vera e propria, diventandone anch’essi i protagonisti.

Sarà meglio, quindi, iniziare a pensare al giusto OUTFIT da sfoggiare per l’occasione!

[Fonte: Articolo di Grazia Daily UK]

Questo articolo (che a sua volta cita il Financial Times) ci comunica, e lo apprendiamo con molto piacere, che da oggi in ben SEI paesi (Spagna, Inghilterra, Portogallo, italia, Germania e Francia) aprirà il sito di Inditex con la possibilità di acquiare i prodotti del brand Zara direttamente online.

La cosa verrà poi estesa anche in America e in Asia.

Perchè solo adesso? Semplicemente perchè adesso “era il momento giusto per andare online” ha rivelato Pablo Isla, chief executive di Inditex.

Inditex è uno dei principali e più grandi distributori di moda del mondo, che oltre a Zara possiede anche Pull & Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home y Kiddy’s Class – ma Zara conta circa un terzo delle vendite totali del gruppo!

Inditex si è sempre focalizzato sui teenager “fashion-conscious” e sui giovani e ha già da un pò sfruttato la strada di Internet (ha già 4-5mila fan su facebook) per promuovere la propria immagine e le proprie linee. I canali di comunicazione come i Social Network e internet in generale vengono infatti da loro ritenuti indispensabili per persegurie la filosofia del gruppo.

Esiste già, inoltre, anche la sua applicazione mobile (ignoriamo cosa contenga), scaricata da 2 milioni di persone.

La maggiore difficoltà con la quale gli utenti acquistano vestiti online ( a differenza di libri o musica), dovuta alla necessità di provare i capi, ha reso meno urgente la creazione dello shop online. Il servizio web deve comunque, secondo loro – ed è condivisibile, rimanere “complementare”e non “cannibalistico” per i negozi “fisici”.

Tutti i capi in vendita nei negozi Zara saranno disponibili online e allo stesso prezzo.

Così, magari, se nel cercare qualcosa in mezzo all’ammasso di vestiti buttati l’uno sull’altro, nel peggiore dei modi, dai clienti irrispettosi, ci perdessimo qualche vestitino degno di nota, potremo recuperare andando a spulciare per bene il sito web.

Infine… teniamo pronti i nostri iPhone e iPad, perchè a breve saranno disponibili anche le versioni mobile dello shop virtuale!

Vi piacerebbe andare a pagare alla cassa di un negozio dove avete appena fatto shopping rigenerante, e sentirvi dire: “Visita la nostra pagina su Facebook” ? Forse no, forse lo trovereste irritante e un pò invadente… ma sicuramente vi rimarrebbe impresso e, magari, una volta connsessi a facebook da casa , vi prenderebbe la curiosità di andare a visitare quella pagina e, perchè no, diventare fan!
Questa strategia non è così fuori dal mondo, è infatti già stata sfruttata da Abercrombie & Fitch che ha infatti adottato questa tecnica particolare per pubblicizzare il proprio profilo su Facebook: comunicarlo direttamente a voce ai propri clienti sfruttando i “touchpoints”, come ad esempio le casse dei negozi.
Ciò che questo articolo ci suggerisce, infatti, è di non separare i social media dai tradizionali metodi di comunicazione ed interazione con i clienti, ma semplicemente di integrarli con essi, al fine di farli crescere e di migliorare l’ “engagement”.
Il social media, quindi, non deve esistere solo online: l’interazione deve proseguire anche offline.


Ecco un ottimo esempio di democratizzazione del mondo della moda:
come anticipato dall’articolo postato mesi fa da ReadWriteWeb riguardo al crowdsourcing nel mondo dell’Haute Couture, 
assistiamo ora al lancio del sito vero e proprio di Fashion Stake:
http://www.fashionstake.com/
La piattaforma, oltre allo showroom virtuale che permette di visualizzare i capi, prevede il supporto finanziario “dal basso” (ovvero dagli utenti del sito) delle collezioni proposte dai designer emergenti.
Il livello di “supporto” (Buyer, Funder o VIP) potrà essere scelto dall’utente, ma in ogni caso questi avrà la possibilità di pre-ordinare i capi online ad un prezzo scontato. 
Per alcune collezioni, i supporters “VIP” riceveranno in più un invito alla New York Fashion Week e la possibilità di usufruire di diversi privilegi.
La carta di credito verrà inoltre accreditata solo nel momento in cui il numero target di “supporters” verrà raggiunto. 
Ma ci pensate? Io, appassionata di moda (mettiamo il caso…) ho ora la possibilità NON SOLO di giudicare o dare un voto ad una collezione nuova, ma anche quella di dare un mio personale supporto al lancio sul mercato di questa stessa collezione aiutando un giovane designer che non avrebbe altri mezzi per fare strada in un modo sicuramente difficile da penetrare e pieno di “barriere all’entrata”.
Se poi, in cambio di una quota neanche esagerata di $$, ho anche la possibilità di partecipare alla settimana della moda a N.Y.. beh… mi ci tuffo!!
Lunga vita al crowdsourcing!


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