Fashion Web Marketing

Archive for the ‘mobile’ Category

E’ tornata Miranda July: la regista di Me and You and Everyone We Know, uno dei film “indie” più bizzarri e adorabili dell’ultimo decennio, e ideatrice di We Think Alone (progetto in cui Miranda si faceva inviare, re-inoltrandole a chiunque volesse “iscriversi” al progetto, mail da alcuni personaggi del mondo del cinema e dintorni, come Kirsten Dunst e Lena Dunham, a partire da un tema da lei inventato) se ne è uscita con un’altra delle sue.

Ebbene sì, una nuova idea decisamente originale e lontano da qualsiasi nuova app potessimo immaginare. Abbiamo visto app di messaggistica di ogni tipo, ma anche nessuna che inviasse messaggi “vocali” attraverso persone, non attraverso smartphone.

Ecco il testo di presentazione ufficiale che troviamo sul sito dell’app:

Send your friend a message…a stranger will deliver it verbally! Or you can deliver someone else’s message! Somebody works when lots of people in the same area download it so invite your friends!

Or bring a friend to one of our official hotspots
(or… make your own Somebody hotspot!)

In pratica ci sono dei luoghi prestabiliti (alcuni sono già attivi, altri dovranno essere creati dagli utenti stessi) in cui i “messaggeri” si recheranno per trasferire il messaggio al diretto interessato: sarà un po’ come tornare ai tempi del “piccione” viaggiatore!

Questa è l’idea centrale dell’app (per ora solamente per iPhone) di Miranda che è stata presentata proprio oggi al Festival del Cinema di Venezia attraverso un corto di MiuMiu.

Cosa ha a che fare Miranda July con MiuMiu? Non è certo la prima volta che sentiamo parlare di collaborazione tra moda e cinema: il noto e amato brand di moda ha deciso di rendere omaggio a donne di talento del mondo dello spettacolo ingaggiandole per dei cortometraggi.. la nuova frontiera dell’advertising creativo!

Uno dei cortometraggi è quindi proprio quello diretto dalla nostra Miranda…

Non possiamo che invidiare chi oggi ha potuto assistere all’anteprima direttamente a Venezia!

Thanks Miranda for your bright brain!

 

 


Vine è un’app mobile, figlia di Twitter, per lo sharing di micro-video di circa 6 secondi. Ormai la conoscerete di sicuro, dal momento che è attiva da Gennaio 2013.

Ovviamente ha già fatto parlare di sè per scandali dovuti alle bravate di qualcuno che ha iniziato a diffondere mini-video pornografici o simili.

Twitter ha già bannato le ricerche per contenuti espliciti e ha eliminato gli utenti “incriminati”. Si è anche scusato per aver commesso l’errore umano di inserire il video XXX tra gli editor’s pick. L’età minima per accedere e scaricare l’app è ora salita da 12 a 17 anni.

Ma non è di questo che vogliamo parlare oggi.. ci teniamo a mostrarvi, come sempre, quali siano i brand che non hanno perso tempo e hanno già un loro profilo Vine.

Le sequenze video di Vine possono infatti fungere da mini-ads e gli effetti che si possono creare con questa sorta di stop-motion pilotata dalle nostre dita sono stupefacenti. Nessun effetto o filtro speciale, solo l’inventiva di chi sceglie le sequenze video di qualche secondo da “appiccicare” per divertirsi e far divertire. Se qualcuno si sta ancora chiedendo il senso di video da 6 secondi… scopritelo provando voi stessi o godetevi i video Vine elencati in questo articolo di Mashable.

Per adesso soprattutto i brand USA si sono lanciati in questi nuovi esperimenti, ma chissà: presto vedremo brand di ogni nazionalità e genere.

Tra i fashion brand già presenti su questa nuova piattaforma troviamo anche:

Perchè funzionano e vanno presi come esempi da imitare?

  • Urban Outfitters posta video “stupidi”, “irrilevanti” e divertenti: incapsulano perfettamente la filosofia del brand hipster per eccellenza.
  • Asos posta contenuti che variano da preview della propria nuova app a sfilate e tutto ciò che sta in mezzo.
  • Gap (v.foto) consacra Vine a jeans e solamente jeans (o quasi). I contenuti mostrano tutte le varietà di modelli presenti nelle collezioni del brand.
  • Topshop si focalizza su ciò che è “stiloso” e “cool” con video dal backstage, da sfilate e preview di nuovi outift.
  • I video di MTV Style riguardano le novità non solo sui fashion show, ma anche su band e celebrity. Ci potete trovare un buon mix di contenuti più focalizzati sull’effetto “flashy” che sullo stile.
  • Lucky Magazine è un buon esempio di brand che fa largo uso di tecnologia in un modo molto fantasioso.
  • Schuh: volete un preview della nuova collezione di scarpe?

Per ora è tutto… col tempo vedremo che evoluzione avrà questa app e se i brand sapranno sfruttarla al meglio.. buona visione!

(Fonte: prdaily.com)

Rieccoci con un aggiornamento su una cosa non più così nuova, ma che sta prendendo piede solo da poco.. se continuerà ad accumulare iscritti, i prodotti in vendita andranno a formare un archivio che non avrà niente da invidiare ai vari eBa, etsy etc.

Stiamo parlando di Garage, un’applicazione mobile per ora disponibile (purtroppo) solo per iPhone.
Per chi utilizza già Instagram il problema del dover “imparare” ad utilizzare una nuova app non si pone proprio: il funzionamento è esattamente lo stesso: stessa modalità di caricare le foto, aggiungere descrizioni, commentare le foto degli altri utenti etc.
Rispetto a Instagram, purtroppo, Garage ancora non contiene features per l’editing delle immagini.

In più però ha la possibilità di comunicare direttamente, tramite messaggi privati (o “chat”, se l’utente con cui stiamo comunicando è online in quel momento) direttamente dall’applicazione …. e poi, ovviamente, ci permette di ricevere VERI SOLDINI grazie alla vendita di vestiti, oggetti o tutto quello che ci ritroviamo in casa e che siamo sicuri di non utilizzare mai più.

C’è anche chi sfrutta questa app per vendere oggetti handmade o capi vintage acquistati con l’unico scopo di rivenderli (facebook è ormai pieno di negozietti online gestitii da ragazze che sono ormai diventati più forniti di qualsiasi fiera del vintage!).

Il metodo di pagamento può essere il semplice scambio a “mano” di merce e conseguente somma in denaro, oppure ci si può affidare a PayPal, tramite il quale gli utenti possono “refillare” il nostro account al momento dell’acquisto (questa modalità è chiaramente più adatta per chi non abita nella nostra città).

I vantaggi, dunque, ci sono. Dobbiamo solo sperare che sempre più utenti superino l’ostacolo del “non mi fido” o del “non mi va” o del “non riesco a liberarmi dei miei vestiti vecchi”… Suvvia, abbiamo tutti bisogno di più spazio e di un ricambio stagionale nel nostro guardaroba 🙂

In occasione delle Fashion Week vi segnaliamo un articolo in cui vengono citate alcune nuove APPS per mobile “indispensabili” per chi frequenterà gli eventi e le sfilate:

Fashion GPS Radar: permette agli utenti di registrarsi agli eventi delle Fashion Weeks, localizzare gli show su una mappa interattiva e fare check-in tramite lo scanning di un barcode personale. Tramite questa app i produttori dei fashion show potranno mandare inviti, organizzare i posti a sedere e tenersi aggiornati sugli spostamenti degli editors e dei buyers.

Made Fashion Week (personalmente trovo sia l’app più interessante e innovativa tra quelle proposte): si tratta dell’app (per iPhone, iPad e Android) sviluppata proprio dalla casa di moda MADE. La tecnologia di audio-encoding di questa APP riesce a riconoscere i diversi look durante la sfilata tramite suoni non udibili dall’orecchio umano. In questo modo chi parteciperà ad una sfilata di MADE potrà automaticamente visualizzare e scaricare immagini di alta qualità relative al look di interesse in real-time, per poi twittarle, condividerle o semplicemente prendere appunti su ogni singolo look. Si potranno inoltre scaricare i brani musicali trasmessi durante la sfilata. La cosa interessante è che questa app funziona anche se non ci si trova sul luogo fisico dell’evento: anche guardando un livestream potremo far credere a tutti i nostri amici di trovarci tra il pubblico della sfilata.

Front Row, l’applicazione di W magazine, permette invece di scovare ristoranti, saloni, negozi e destinazioni culturali nelle Fashion Week cities a chi si volesse prendere una pausa tra un fashion show e l’altro. L’app comprende anche un calendario eventi delle Fashion Weeks e raccoglie tutti i Tweet relativi alle sfilate.

front row app fashion week

Per hi avrà la fortuna di partecipare a qualcuno di questi eventi.. buon divertimento! ! !

instagram pink bow outfit

Il successo crescente dell’applicazione iPhone Instagram è dimostrato dal numero dei suoi utenti, ora più di dieci milioni, e di gruppi “locali”  che si stanno formando in tutto il mondo e soprattutto in Italia (guadate qui …… sotto “Italy” : http://instagramers.com/cities/).. stiamo diventando tutti matti? Forse no, dal momento che anche i brand stanno iniziando a capire quale sia il vero valore aggiunto del Social Network iphone-based più chiacchierato del mondo!

Ma i fashion Brands?

Questo articolo descrive l’applicazione stessa, il suo rapporto con i fashion brands e l’uso che ne è stato fatto durante la fashion week.

In questo articolo vengono invece elencati 23 brand che attualmente utilizzano Instagram.

Tra i fashion brands/users più attivi e che hanno pubblicato immagini dalla Fashion Week segnaliamo Burberry, Gucci, Oscar de la Renta con la sua Pr Girl (uno dei più attivi), Nylon MagMTV Style, kate Spade NY, refinery 29, Nanette Lepore, Melissa Stetten.

Ecco poi l’articolo dal blog ufficiale di Instagram che riguarda la Fashion Week.

E voi, avete già creato il vostro profilo?

Non dimenticate di visitare il gruppo Instagram di Bologna e Instagram Italia, che per questo sabato, a Milano, ha organizzato il primo vero raduno -o InstaMeet, in gergo “Igersiano” – di tutti gli Igers Italiani, proprio durante la Fashion Week.. ne vedremo delle belle!!

kate spade ny instagram

Non mi dite che avete un iPhone e non avete scaricato la App di PhotoSharing che fa impazzire il mondo! Instagram è gratuita e… se ti ci appassioni, non riuscirai più a guardare il mondo con gli stessi occhi: scoverai in ogni angolo una perfetta inquadratura 😉
Questo articolo di Mashable riguarda appunto Instagram.

Da quando è stato introdotto l’hashtag (con lo stesso principio di quello di Twitter) i brand hanno iniziato a sfruttare questo mezzo come veicolo di marketing e di interazione con i fan… Ad esempio, Brisk Iced Tea, una divisione di PepsiCo, ha invitato gli utenti a scattare foto con l’hashtag #briskpic per avere l’opportunità di comprare su una lattina che verrà distribuita durante la prossima conferenza SXSW. Sono state uploadate più di 1500 foto.

Anche RedBull, Starbucks, NPR, Levi’s Brazil, la Fashion Label Kate Spade e tanti altri brand sono approdati su Instagram, e sembrerebbe proprio essere un’ottimo opportunità per il lancio di nuove e divertenti iniziative consumer.

Tra l’altro è possibiler per un utente pubblicare su Facebook, Twitter e Foursquare (per ora, poi chissà che non aggiungano nuove Features..) le foto caricate su Instagram.. quindi sarebbe un modo in più per popolare i profili Social che spesso i brand faticano tanto ad aggiornare con notizie interessanti 😉

fashion social commerce

James Gardner, fondatore di CREATETHE GROUP, è stato intervistato da una blogger di FashionablyMarketing riguardo a come i brand di successo siano ormai dei precursori nello spazio digitale. La “Digital Revolution” cambia radicalmente le modalità, per i Luxury Brand, di fare marketing, di vendere e comunicare con i propri clienti. Vediamo in che modo, secondo Gardner, si concretizza questa ipotesi:

  • #1 – I Luxury Brands e il Social Commerce: Social commerce significa sfruttare i social media per guidare gli acquisti integrando interazione sociale e contributi degli utenti con il commercio ditigale. Aggiungendo recommendations sui prodotti e features del tipo “compra l’intero looK”, JuicyCouture.com ha incrementato i propri tassi di conversione del 160%. Gli acquirenti condividono sempre di più i loro pensieri sui loro social network e influenzano la percezione e gli acquisti tra i loro contatti. Lo stesso vale per i consumatori luxury Nel 2011 ancora più brand luxury integreranno feature social con i loro siti di e-commerce e attiveranno lo shopping direttamente tramite i social network. A questo proposito, il miglior shop online su Facebook che abbiamo scovato è per ora quello di ASOS (altro link:  http://apps.facebook.com/asosofficial/ ) che replica quasi perfettamente il sito ufficiale ASOS. Oltre alla possibilità di condividere ogni elemento con i propri amici, l’acquisto avviene direttamente da Facebook, senza effettuare redirect sul sito ufficiale. L’utente che non volesse acquistare il capo immediatamente può inoltre “salvarlo”  (una sorta di wishlist) per le sue visite successive.
  • #2: Acquisti Decentralizzati – Come i Luxury Retailers rispondono al Mobile: Nel 2011, i luxury brand raffineranno le proprie strategie cross-channel per connettersi con i consumatori attraverso ogni mezzo. Il Mobile Commerce, in particolare, rende più facile per i consumatori l’acquisto di prodotti tramite smartphones o tablet devices. I retailer vogliono velocizzare la brand experience e lo scambio di informazioni. E’ per questo che il multi-canale non si abbina troppo bene con il modello del luxury market. Qui non si tratta di messaggi multipli su canali multipli, ma di far sì che i canali si integrino fra loro e si sfruttino a vicenda. I sitemi di pagamento via cellulare e le tecnologie di identificazione prodotti come l’image recognition (v. Google Goggles) e gli scanner a barcode (v. Amazon Barcode Scanner) permetteranno ai consumatori di comprare istantaneamente qualsiasi cosa vedano.
  • #3: Customizzazione e Personalizzazione: Il Luxury Market ha sempre avuto a che fare con prodotti su misura e servizi personalizzati. Ora, la tecnologia digitale fa sì che i brand possano sfruttare personalizzazione e customizzazione in maniera produttiva e scalabile. In pratica, stanno trasferendo l’esperienza “su misura” del luxury market nel mondo digitale.
  • #4: Consapevolezza Pubblica: Come I Luxury brand Catturano naturalmente l’attenzione: Il marketing tradizionale, soprattutto i banner, sono sempre meno efficaci. Nel 2011, un enorme cambiamento di rotta richiederà un nuovo approccio al luxury marketing. Il successo ora è basato sul guadagnarsi presenze trasmettendo il proprio valore al consumatore attraverso esperienze e contenuto unico ed engaging. (Nowness è un ottimo esempio di brand che trasmette il valore attraverso storie multi-sfaccettate e contenuto esclusivo ogni giorno.) Una nuova misura di successo guarda a come i brand guadagnino spazi sulla la stampa, riconoscimenti e visibilità e come sviluppino fan base variegate. Ad esempio, su Nowness la pubblicazione di un utente ottiene riconoscimenti per il suo contenuto, mentre una pubblicazione “business” ottiene riconoscimenti per il marketing attraverso contenuto “brandizzato”.
  • #5: Una barriera troppo alta per il Luxury Consumer Marketing: La realtà aumentata e I QR codes hanno ancora molta strada da fare. I consumatori “ricchi” hanno molti soldi da spendere ma pochissimo tempo. Non utilizzeranno il loro tempo per scaricare feed readers o provarsi i vestiti virtualmente. Ciò non vuole dire che siano una perdita di tempo: il loro comportamento si evolverà di pari passo con l’evoluzione del prodotto. Ma come dovrebbero quindi comportarsi di fronte al digital marketing e ai social media quei piccoli luxury brand o designer? Quei designer che si concentrano su pochi pezzi, molto costosi e personalizzati o edizioni limitate di prodotti? Secondo James Gardner i social media sono un’opportunità per livellare il campo di gioco ed evitare i grandi investimenti associati alla vendita fisica e all’advertising tradizionale. Ora i piccoli luxury brand possono portare il loro valore e i loro prodotti direttamente al consumatore a costi più bassi.

Fonte: http://fashionablymarketing.me/2011/02/luxury-brands-approach-social-commerce/

Il nome lascia un pò perplessi, ma l’idea di Fashism non è male. Si tratta di una start-up nata durante le Fashion Week di Settembre.
Il sito è collegato ad una App per iPhone (il vero punto forte della startup) sulla quale gli utenti possono ricevere feedback dagli altri utenti sugli outfit da loro postati e condividerli su Twitter.
Ok ok, forse non sono stati i primi ad avere un idea del genere. Anzi, diciamoci la verità: ne è pieno il web di Social-Reviewers pronti a distruggere, attraverso foto, voti e commenti, quello che per noi era super-cool…

La vera idea geniale è stata però quella di portare Fashism alla fashion week di New York: la startup, insieme al designer Timo Weiland, ha organizzato un party esclusivo a N.Y. la scorsa domenica, durante il quale i partecipanti potevano provare direttamente gli outfit delle collezioni Spring e Fall 2011, scattarsi delle foto e caricarle direttamente sulla social-app per ricevere opinioni immediate.

Inoltre la settimana scorsa i co-fondatori della start-up si erano presentati durante la conferenza dei Fashion Bloggers per distribuire una demo version della prossima release dell’applicazione Fashism.

Se poi volete rimanere costantemente aggiornati sul buzz che ruota intorno alla NY Fashion Week, ecco lo strumento che raccoglie in tempo reale tutto ciò che viene “twittato” riguardo ad un certo argomento, nel nostro caso la NYFW: http://research.ly/%20%23nyfw

Fonte: Mashable

lacoste QR code bat ball
Sempre più brand stanno intraprendendo la strada dei QR code: uno degli ultimi in ambito fashion è stato Lacoste, che ha ridefinito il concetto di Window-shopping inserendo nelle proprie vetrine un QR code tramite il quale i possessori di smart phone potevano accedere al gioco Lacoste Championship
(il classico bat and ball, una sorta di tennis in miniatura, v. immagine) condividendone i risultati su Facebook con i propri amici.
Una volta concluso il gioco, gli utenti potevano registrarsi per ottenere uno sconto del 15% sui capi in vendita e, per i più fortunati, anche la possibilità di accedere all’ultimo match di tennis sponsorizzato dal brand.
La cosa interessante stava nella possibilità di accedere al sistema Lacoste che permaneva per molto tempo anche dopo la chiusura del negozio.
Fonte: socialmediatoday.com

microsoft tags

I Microsoft Tags stanno a poco a poco diventando veri e propri concorrenti dell’ormai noto e diffuso QR code.

Questo articolo (click) riguardava il fashion magazine “Allure” e la sua decisione di servirsi dei Microsoft Tags per permettere ai lettori di partecipare ad eventi speciali e di vincere prodotti.
Altri titoli di Conde Nast (W e Golf Digest) hanno sfruttato questa tecnologia per favorire l’interazione con i propri lettori.
Il più recente, invece, riporta il caso della designer newyorkese Rachel Roy che ha deciso di inserire i Microsoft Tags nelle etichette dei capi appartenenti all’ultima collezione per Macy’s.

Quali sono, quindi, i vantaggi apportati dai Microsoft Tags se paragonati ai QR codes?

  • Innanzitutto sono più piccoli, e ciò può essere un vantaggio nel momento in cui si progetta il design, il packaging o il messaggio publicitario per un prodotto : in questi casi ogni centimetro di spazio è importante.
  • la customizzazione: i Microsoft Tags si possono personalizzare in base ai gusti dell’utente, che ne può modificare i colori e la forma per far sì che il tag non sia un elemento di disturbo, ma vera e propria parte integrante del messaggio pubblicitario. Insomma.. ammettiamolo: sono senza dubbio più “carini” da vedere! (Su questo articolo sono visibili alcuni esempi di personalizzazione: http://searchengineland.com/microsoft-tags-a-compelling-alternative-to-qr-code-hyperlinks-52315)
  • Sono stampabili su qualsiasi tipo di materiale, anche la stoffa.
  • Vengono associati ad un URL permanente, in modo da poterli riutilizzare con diversi contenuti.
  • Non sono legati ad un unico tipo di dispositivo: per scannerizzarli è necessaria una Reader App disponibile per iPhone, Android, BlackBerry, Symbian, Windows Mobile e telefoni J2ME.
  • E’ progettato per essere letto accuratamente e per produrre scan di qualità anche a partire da fotocamere di cellulari a scarsa definizione.
  • Accesso alle analitiche sui tags, per monitorare e modificare i dati sugli accessi, le modalità e la frequenza di utilizzo dei propri tags.

Vedremo quindi se questo formato di barcode 2D avrà davvero la meglio sui classici QR codes…


Eugi’s Tweets:

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