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James Gardner, fondatore di CREATETHE GROUP, è stato intervistato da una blogger di FashionablyMarketing riguardo a come i brand di successo siano ormai dei precursori nello spazio digitale. La “Digital Revolution” cambia radicalmente le modalità, per i Luxury Brand, di fare marketing, di vendere e comunicare con i propri clienti. Vediamo in che modo, secondo Gardner, si concretizza questa ipotesi:

  • #1 – I Luxury Brands e il Social Commerce: Social commerce significa sfruttare i social media per guidare gli acquisti integrando interazione sociale e contributi degli utenti con il commercio ditigale. Aggiungendo recommendations sui prodotti e features del tipo “compra l’intero looK”, JuicyCouture.com ha incrementato i propri tassi di conversione del 160%. Gli acquirenti condividono sempre di più i loro pensieri sui loro social network e influenzano la percezione e gli acquisti tra i loro contatti. Lo stesso vale per i consumatori luxury Nel 2011 ancora più brand luxury integreranno feature social con i loro siti di e-commerce e attiveranno lo shopping direttamente tramite i social network. A questo proposito, il miglior shop online su Facebook che abbiamo scovato è per ora quello di ASOS (altro link:  http://apps.facebook.com/asosofficial/ ) che replica quasi perfettamente il sito ufficiale ASOS. Oltre alla possibilità di condividere ogni elemento con i propri amici, l’acquisto avviene direttamente da Facebook, senza effettuare redirect sul sito ufficiale. L’utente che non volesse acquistare il capo immediatamente può inoltre “salvarlo”  (una sorta di wishlist) per le sue visite successive.
  • #2: Acquisti Decentralizzati – Come i Luxury Retailers rispondono al Mobile: Nel 2011, i luxury brand raffineranno le proprie strategie cross-channel per connettersi con i consumatori attraverso ogni mezzo. Il Mobile Commerce, in particolare, rende più facile per i consumatori l’acquisto di prodotti tramite smartphones o tablet devices. I retailer vogliono velocizzare la brand experience e lo scambio di informazioni. E’ per questo che il multi-canale non si abbina troppo bene con il modello del luxury market. Qui non si tratta di messaggi multipli su canali multipli, ma di far sì che i canali si integrino fra loro e si sfruttino a vicenda. I sitemi di pagamento via cellulare e le tecnologie di identificazione prodotti come l’image recognition (v. Google Goggles) e gli scanner a barcode (v. Amazon Barcode Scanner) permetteranno ai consumatori di comprare istantaneamente qualsiasi cosa vedano.
  • #3: Customizzazione e Personalizzazione: Il Luxury Market ha sempre avuto a che fare con prodotti su misura e servizi personalizzati. Ora, la tecnologia digitale fa sì che i brand possano sfruttare personalizzazione e customizzazione in maniera produttiva e scalabile. In pratica, stanno trasferendo l’esperienza “su misura” del luxury market nel mondo digitale.
  • #4: Consapevolezza Pubblica: Come I Luxury brand Catturano naturalmente l’attenzione: Il marketing tradizionale, soprattutto i banner, sono sempre meno efficaci. Nel 2011, un enorme cambiamento di rotta richiederà un nuovo approccio al luxury marketing. Il successo ora è basato sul guadagnarsi presenze trasmettendo il proprio valore al consumatore attraverso esperienze e contenuto unico ed engaging. (Nowness è un ottimo esempio di brand che trasmette il valore attraverso storie multi-sfaccettate e contenuto esclusivo ogni giorno.) Una nuova misura di successo guarda a come i brand guadagnino spazi sulla la stampa, riconoscimenti e visibilità e come sviluppino fan base variegate. Ad esempio, su Nowness la pubblicazione di un utente ottiene riconoscimenti per il suo contenuto, mentre una pubblicazione “business” ottiene riconoscimenti per il marketing attraverso contenuto “brandizzato”.
  • #5: Una barriera troppo alta per il Luxury Consumer Marketing: La realtà aumentata e I QR codes hanno ancora molta strada da fare. I consumatori “ricchi” hanno molti soldi da spendere ma pochissimo tempo. Non utilizzeranno il loro tempo per scaricare feed readers o provarsi i vestiti virtualmente. Ciò non vuole dire che siano una perdita di tempo: il loro comportamento si evolverà di pari passo con l’evoluzione del prodotto. Ma come dovrebbero quindi comportarsi di fronte al digital marketing e ai social media quei piccoli luxury brand o designer? Quei designer che si concentrano su pochi pezzi, molto costosi e personalizzati o edizioni limitate di prodotti? Secondo James Gardner i social media sono un’opportunità per livellare il campo di gioco ed evitare i grandi investimenti associati alla vendita fisica e all’advertising tradizionale. Ora i piccoli luxury brand possono portare il loro valore e i loro prodotti direttamente al consumatore a costi più bassi.

Fonte: http://fashionablymarketing.me/2011/02/luxury-brands-approach-social-commerce/

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facebook asos shop online

Dal Twitter del blog Fashionably Marketing scopriamo che Bulgari è, per ora, l’unico luxury retailer ad aver aperto uno shop online su Facebook tramite l’applicazione Wishpot, che permette (al retailer o all’utente stesso) di creare una sorta di wishlist di elementi a cui è interessato. Nel caso di Bulgari, al click su “buy it” l’utente viene poi redirezionato sullo shop ufficiale Bulgari. Inoltre l’utente può dare un voto ai singoli elementi o condividerli sulla propria bacheca.

Il miglior shop online su Facebook che abbiamo scovato è però quello di ASOS, che replica quasi perfettamente il sito ufficiale ASOS.

Oltre alla possibilità di condividere ogni elemento con i propri amici, l’acquisto avviene direttamente da Facebook, senza effettuare redirect sul sito ufficiale. L’utente che non volesse acquistare il capo immediatamente può inoltre “salvarlo” (una sorta di wishlist) per le sue visite successive.


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