Fashion Web Marketing

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virtual changing room

Vorrei condividere con voi il contenuto di questo articolo di TheNextWeb che elenca i nuovi trend per il mondo del fashion..ve li riassumo:

1) Reinvenzione dei Runway Show:

  •  backstage “aperti” per daer la possibilità di condividere i nuovi look in anteprima sui social. – in prima fila non ci sono più solo gli editor e i VIP: troviamo ora anche gli influencer Social più noti (o vincitori di challenge particolari).
  • sfilate più “cinematiche” , che uniscono modelle/i veri a ologrammi o proiezioni.
  • possibilità di acquistare direttamente dalle sfilate tramite app apposite.

2) Crowdsourcing:

  • crowdsourcing per la creazione o la scelta di prodotti da inserire sullo store online. I clienti diventano designer o buyer (Threadless, Polyvore, Modcloth, Moxsie)
  • Store online personalizzati e curati da team specializzati, blogger, vip o dalla stessa community.

3) Online + Offline:

4) Acquistare da qualsiasi luogo

5) Tablets e Mobile

per ricerca negozi, acquisti online, sharing sui social (Sephora si è guadagnata il primo posto nella classifica di Brand per il Mobile IQ http://www.l2thinktank.com/research/mobile-iq-2012/ )

6) Video:

customized fashion clothes Playtes

Vi segnalo questo articolo del blog della Forrester che sottolinea l’importanza, per le aziende del settore moda, di focalizzarsi sul mass-customized clothing.
Con le nuove opportunità dello shopping online, infatti, perchè un utente dovrebbe aspettare settimane per ricevere un prodotto massificato (e magari non perfettamente adattabile al proprio corpo) quando potrebbe disegnarsi il capo adattato alle proprie preferenze e soprattutto alla propria taglia?
Ci aveva già provato Levi’s anni fa ma senza troppo successo, viste le scarse possibilità di personalizzazione dei prodotti (ad es. per quanto riguarda i colori) e le tecnologie sicuramente meno avanzate rispetto a quelle di cui disponiamo oggi.

Ecco invece alcuni ottimi esempi di aziende che offrono agli utenti, ognuno a proprio modo, la possibilità di customizzare i prodotti apparel:


Ecco un ottimo esempio di democratizzazione del mondo della moda:
come anticipato dall’articolo postato mesi fa da ReadWriteWeb riguardo al crowdsourcing nel mondo dell’Haute Couture, 
assistiamo ora al lancio del sito vero e proprio di Fashion Stake:
http://www.fashionstake.com/
La piattaforma, oltre allo showroom virtuale che permette di visualizzare i capi, prevede il supporto finanziario “dal basso” (ovvero dagli utenti del sito) delle collezioni proposte dai designer emergenti.
Il livello di “supporto” (Buyer, Funder o VIP) potrà essere scelto dall’utente, ma in ogni caso questi avrà la possibilità di pre-ordinare i capi online ad un prezzo scontato. 
Per alcune collezioni, i supporters “VIP” riceveranno in più un invito alla New York Fashion Week e la possibilità di usufruire di diversi privilegi.
La carta di credito verrà inoltre accreditata solo nel momento in cui il numero target di “supporters” verrà raggiunto. 
Ma ci pensate? Io, appassionata di moda (mettiamo il caso…) ho ora la possibilità NON SOLO di giudicare o dare un voto ad una collezione nuova, ma anche quella di dare un mio personale supporto al lancio sul mercato di questa stessa collezione aiutando un giovane designer che non avrebbe altri mezzi per fare strada in un modo sicuramente difficile da penetrare e pieno di “barriere all’entrata”.
Se poi, in cambio di una quota neanche esagerata di $$, ho anche la possibilità di partecipare alla settimana della moda a N.Y.. beh… mi ci tuffo!!
Lunga vita al crowdsourcing!

foursquare louis vuitton
E’ interessante sapere che, in occasione dell’apertura del nuovo store di Londra, Louis Vuitton ha aperto un profilo su FourSquare in cui condivide con i propri utenti una lista di siti e aree interessanti da visitare nella città.
Diventando Followers di http://foursquare.com/louisvuitton e presentandosi almeno tre volte presso uno degli Store di Londra, gli utenti potranno “sbloccare” inoltre un “Insider Badge” che permetterà loro di usufruire di speciali occasioni di shopping e diverse sorprese.
Le “London Tips” verranno visualizzate dagli utenti sul proprio iPhone nel momento in cui questi si troveranno nei pressi di una delle aree consigliate o semplicemente effettuando una ricerca sul profilo del brand.
I luxury brands dovrebbero decisamente prendere spunto da questa trovata: quale modo migliore per riscoprire la propria città (o visitarne una nuova) se non quello di seguire i consigli del proprio brand preferito, infilando magari, tra un monumento e l’altro, anche una capatina allo store per un sano e rigeneranete giro di shopping?
(articolo su http://fashionablymarketing.me/2010/06/louis-vuitton-foursquare-badge/ )

[fonte: RUGBY by Ralph Lauren ]

Molti dei più famosi fashion brands si sono recentemente focalizzati sulle mobile apps.

Ma poca attenzione è stata rivolta, invece, ai mobile websites. A volte questi ultimi potrebbero invece avere più senso rispetto alle applicazioni.

Innanzitutto gli HyperLink: il loro potenziale è formidabile. Inventati da Tim Berners-Lee per fungere da semplici connessioni, sono stati poi trasformati da Google in  “moneta di scambio”. Quando cerchiamo qualcosa sul web, i motori analizzano i link per valutare le relazioni tra i vari contenuti.

Purtroppo le applicazioni mobile non hanno niente come gli URL a cui si possano associare hyperlink: appaiono quindi come una sorta di “cittadini del web” di seconda classe e conducono quindi un’ esistenza quasi isolata.

Ad esempio, ‘googlando’  “Chanel Fashion Show”  troviamo un video di una sfilata per la collezione Primavera/Estate 2010.  Cliccando poi sul link, ci si apre sul browser del telefonino la pagina  ufficiale Chanel.com e NON l’applicazione iPhone Chanel, nonostante l’avessimo installata.

In questo senso, per assicurare ai propri clienti un’esperienza “usabile”, Chanel dovrebbe sviluppare un sito Web Mobile ottimizzato per la ricerca e la visualizzazione sui browser mobile, anche per quegli utenti che avessero l’applicazione iPhone già installata. Il risultato sarebbe quello di avere doppi costi di sviluppo e diverse interfacce untete per lo stesso contenuto.

Per non parlare poi delle piattaforme. Le applicazioni dipendono dalla piattaforma e dal device. Oggigiorno le piattaforme dominanti sono iPhone OS, Android OS, Web OS, Symbian e RIM OS. Ma pian piano ne verranno fuori sempre di nuove, con conseguente e crescente frammentazione.

Questo implicherà poi un team di developers al lavoro che sappiano lavorare con tutte le diverse piattaforme per poi testarle. Tutto ciò diventa un processo costoso in termini di tempo e denaro, confrontato con la semplicità della costruzione e caricamento di un normale sito web per il mobile.

C’è poi la barriera costituita dagli application stores “recintati”, che hanno il potere di respingere le applicazioni degli utenti per i motivi più disparati.  Per un sito web, il motore di ricerca non pone nessuna barriera o processo di approvazione. Purtroppo non c’è modo di “raggirare” questo ingombrante aspetto dell’application review, in quanto le applicazioni non sottoposte a controlli potrebbero davvero danneggiare il nostro smartphone. I virus mobile non sono certo per deboli di cuore.

In alcuni casi lo sviluppo di una vera e propria applicazione è sì più utile: quando si parla di strategie che richiedono una valocità e una grafica da videogioco, processori audio potenti o l’accesso alla webcam o alla rubrica del telefono…

In altri casi, però, l’app non è così necessaria. Questo anche grazie all’avanzamento tecnologico dei browser web per Mobile, che permettono ora l’allocamento di dati in locale, la geo-localizzazione e interfacce utente multi-touch.

Il consiglio è quindi quello di seguire l’esempio di alcuni brand come Volkswagen  (m.vw.com) o New York Times (mobile.nytimes.com): siti web ottimizzati per il Mobile e sviluppati in diverse versioni per sfruttare al meglio le potenzialità dei diversi tipi di device.

Nel settore del fashion, chi a prendere questa direzione è stato Ralph Lauren, che ha lanciato siti come m.ralphlauren.com e m.rugby.com.

Non fraintendiamo: iPhone (e ora anche iPad) sono incredibili strumenti splendidamente creati per mostrarci contenuto “cool”. Non c’è nulla di male nel creare applicazioni device-specific quando si hanno i giusti contenuti e le giuste tattiche di buzz digitale. Se però si devono affrotnare investimenti a lungo termine e strategici legati all’ambito Mobile, i brand dovrebbero davvero focalizzarsi sul Mobile Web.

Ricordiamoci che i siti web Mobile si integrano perfettamente agli altri protagonisti del mondo digitale grazie a in/out-bound links.

Al contrario, le applicazioni mobile sono un passo indietro, ferme all’era buia della dipendenza dalla piattaforma che rende sicuramente più difficile la libera circolazione di un contenuto su internet.

In conclusione: la scelta deve essere ben ponderata 🙂

fonte dell’articolo: http://www.businessoffashion.com/2010/04/fashion-2-0-why-brands-should-focus-on-mobile-web-not-mobile-apps.html

Eccomi pronta per partire con questa nuova avventura del blog.

Questo strumento mi servirà per tenere traccia delle mie operazioni di web marketing per il sito

www.campusdellamoda.it

ovvero il sito della nuova scuola di alta formazione moda, appena nata in Italia, per la precisione a Carpi.

Cercherò di tenerlo aggiornato il più possibile con le campagne AdWords, Facebook Ads, e i vari miglioramenti apportati in order to increase Positioning on Web Engines..

Inoltre segnalerò articoli e documenti utili legati a questi temi…

Infine, last but not least… News su CampusDellaModa, ofcourse!

Utilizzerò principalmente l’italiano ma ciò non toglie che ogni tanto possiate trovare frasi o articoli in inglese…

Non mi resta che iniziare la raccolta del materiale e la creazione di una grafica carina per la testata del blog, Illustrator & friends alla mano..

che dire.. enjoy & cheers!


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