Fashion Web Marketing

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A proposito di Facebook, ecco due interessanti iniziative per sfruttarlo in modo utile:

  • H&M ha inserito sul suo profilo un servizio di customer care con la possibilità di inviare richieste direttamente da Facebook.

Ecco inoltre una presentazione di Fashion’s Collective su come i Luxury Brand possono e dovrebbero sfruttare lo User Generated Content:

  • C’è YouTube, invasa da video di ragazze (e non solo) che testano direttametne prodotti di make-up ed effettuano per i loro fan veri e propri tutorial di trucco;
  • Ci sono siti come Polyvore, LookBook e Looklet che non fanno altro che pubblicizzare fashion brands attraverso foto degli utenti stessi o composizioni su manichini virtuali create a partire da abbinamenti di vestiti reali selezionati attraverso “shop virtuali”
  • Ci sono le classiche, ma sempre in prima linea, Fashion Blogger “improvvisate”.. ormai più influenti di quelle “ufficiali” che lavorano per conto dei Brand..

Ci sono infinite vie con cui gli utenti possono dimostrare di saperci fare con il web, nel campo della moda. Spesso, anzi quasi sempre, gli utenti sono più avanti del brand stesso di cui parlano.. le conversazioni online avvengono ben prima che i brand se ne rendano conto. E’ per questo che le vie tradizionali del marketing esisteranno sì ancora molto a lungo (vi immaginate strade senza cartelloni pubblicitari?) però questi metodi tradizionali devono integrarsi con le vie del web, che sono infinite. E sono in mano agli utenti. Solo i brand che si renderanno conto di ciò non troveranno barriere lungo la via del successo eterno (o quanto meno di lunga durata)

[immagine di Suzanne DeChillo/The New York Times]

Da questo articolo vediamo come finalmente ora, dopo anni di reticenza, anche i principali Brand di Alta Moda stiano prendendo coscienza dell’utilità e dei vantaggi derivanti dall’apertura di Web Showroom o Veri e Propri Shop Online.
Inizialmente visti come qualcosa di troppo “cheap”, sono invece essenziali per superare il periodo di crisi che vede i grandi magazzini riempirsi di avanzi di magazzino.
Con le giuste strategie, anche un semplice sito web può trasmettere l’essenza del brand e l’aria chic che si respira in un negozio.
I vecchi siti legati ai fashion brand erano fondamentalmente inutili, presentando magari homepage super imbellettate e ricche di effetti, ma prive di informazioni utili e quindi lasciate a sè stesse e sicuramente poco visitate.

Chiaramente con uno shop online si dovrà rinunciare alla raffinata presenza di commessi ben preparati, ma la tecnologia avanzata permette ora di zoomare sui capi, di offire supporto real-time ai clienti, video con sfilate e addirittura può offrire il valore aggiunto, per l’utente, di trovare capi che nei negozi “fisici” non si troverebbero, edizioni speciali create appositamente per gli utenti Web etc.

Dopo anni di “paura di perdere la propria esclusività”, quindi, anche Marc Jacobs si è “abbassato” alla vendita online, insieme agli altri marchi Jimmy Choo, Hugo Boss, Vince, Lancôme, St. John, Theory, Kiehl’s, Lilly Pulitzer, Donna Karan e La Perla.

Non ci resta che aspettare e verificare quanto ci sapranno fare questi brand con il magico mondo di Internet.


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