Fashion Web Marketing

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versace immagini web

Come sappiamo da tempo, il Web ormai si esprime sempre più per immagini. La sua evoluzione riguarda non tanto la presentazione dei contenuti testuali quanto quella delle immagini. Padrone e protagonsite assolute della nostra era multimediale, le immagini ci circodano: sono dappertutto, spesso sono l’unico modo (o comunque quello più rapido) per condividere quello che stiamo facendo o vedendo ai nostri contatti. Se il layout con cui sono presentate non cattura però i nostri sguardi, la missione è fallita.
Quali sono quindi i brand più meritevoli in questo ambito? Eccoli:

  • VERSACE: il nuovo sito presenta una navigazione a immagini molto simile a quella di Pinterest, con funzioni social comode e colori accesi ma non fastidiosi. Fornisce inoltre consigli personalizzati in base al “mood”. Un sito davvero “giovane” insomma. (Senza contare la portabilità..il sito infatti è ben visibile anche dai device portatili come smartphone, tablet etc.).
  • Boucheron: il brand di alta gioielleria francese Boucheron unisce, integrandoli perfettamente, contenuti testuali con video e immagini che l’utente può poi ritrovare sui vari social quali Instagram, Twitter, Facebook e Pinterest. In basso a sinistra, cliccando sul simbolino del fumetto, si accede ad una chat integrata per chiedere informazioni al servizio clienti in via più diretta. Purtroppo non è ancora possibile acquistare online. Il lazy loading di html5 rende comunque la navigazione molto più leggera e dinamica.
  • Van Cleef & Arpels: ecco un’altra marca di alta gioielleria che si sta buttando sul web visuale. Notevole il tour virtuale del negozio in cui vediamo anche gli artigiani all’opera durante la crazione dei gioielli (sembra quasi in tempo reale.. lo è??). Anche qui, come negli altri siti, gli elementi multimediali hanno la meglio sul testo, che compare solo una volta posizionato il mouse sulle singole immagini. Il testo in overlay è infatti una caratteristica sempre più comune dei nuovi siti in html5 che esaltano l’aspetto visuale. Notevole anche la presentazione dei prodotti tramite Tumblr (niente Pinterest per questa volta) e la collaborazione con James Bortfotografo/blogger francese.

(Fonte: www.womarketing.netsons.org)

Una special mention va però anche al nuovo feed del sito eBay, sempre più gradevole esteticamente e sempre più simile a .. Pinterest (strano eh?). Anche l ‘usabilità è sicuramente migliorata, dal momento che il feed auto-apprende, consigliandoci oggetti a partire dalle nostre ricerche precedenti! Meglio di così, cosa volete? Forse una Carla Gozzi virtuale che si dedichi solo a voi dentro ai siti di e-shopping? Magari! Arriveremo presto anche a quello secondo me.

eBay - My Feed pinterest

pinterest boticca

Questa notizia non è nuovissima ma vale comunque la pena segnalarla: secondo uno studio di Boticca.com (sito di e-commerce per gioielli e accessori) sul traffico generato dai social media, Pinterest genera più acquisti di quando non faccia Facebook.

E’ stato infatti scoperto che , una volta inserito il “pin button” nel sito, Pinterest è diventato il primo Social fonte di acquisti, generando il 10% di essi, mentre Facbook era rimasto al 7%.

Gli acquirenti arrivati tramite Pinterest inoltre sono soliti spendere di più e Pinterest porta ad un numero più alto di nuovi utenti sul sito.

Ecco cosa ha detto la CEO di Boticca:

On Pinterest users are in discovery mode, looking for the best, most interesting products and designs the web has to offer. On Facebook, people are primarily looking to socialise with friends and consume video and photo content.

For an ecommerce site such as ours focused on fashion accessories, Pinterest’s demographic, which is mostly female, affluent and in the US (where we already make 30% of our sales) is ideal. The better matching demographic results in higher sales.

Quello in cui però Pinterest fallisce rispetto a Facebook è l’engagement degli utenti, che a quanto pare escono dal sito molto più in fretta quando entrano tramite Pinterest rispetto a quando arrivano da Facebook.

La notizia dell’alto numero di acquisti indirizzati da Pinterest è comunque ottima per un Social Network che cerca un modo per monetizzare la propria attività.

Ricordiamo anche che un’altra azienda che si occupa di tecnologie di marketing, Converto, aveva svolto una ricerca mostrandoci che Pinterest rappresenta il 17.4% delle revenue provenienti da social media per i siti di e-commerce: un dato che dovrebbe crescere del 40% entro la fine del 2012.

Andrà davvero così? Staremo a vedere… per adesso, let’s pin!!

Fonte: http://econsultancy.com/uk/blog/9803-pinterest-drives-more-sales-than-facebook-stats

Immagine
Vi ricordate quanto abbiamo parlato di Pinterest e del micro-photo-blogging? No? Beh, Pinterest è uno dei social network più in voga tra quelli che hanno come scopo la condivisione e ri-condivisione di contenuti, in particolare foto e video… una sorta di Instagram che non nasce per Mobile bensì per Web.. si avvicina molto anche a Twitter, proprio per l’attenzione posta sul “re-pin” che corrisponde ad un “reTweet”.  Lo scopo è quindi quello di “far girare” le immagini che gli utenti ritengono interessanti tra quelle scovate sul Web.

Ultimamente se ne sta parlando sempre di più: le pageview mensili della piattaforma hanno raggiunto il milardo e crescono del 50% ogni mese.
Inutile dire che per i brand del settore Fashion può essere un mezzo utilissimo per promuovere i propri prodotti e farli conoscere agli utenti che a loro volta potranno ri-pubblicarli.

Tra i tanti brand che stanno già sfruttando Pinterest, nel settore MODA, troviamo:

I brand su Pinterest possono condividere sia i propri prodotti sia quelli che reputano interessanti su altri siti del settore, per evitare di sfruttare la piattaforma con un approccio troppo “commerciale”.

Pinterest è inoltre utile anche dal punto di vista SEO: i link di provenienza delle foto re-pinnate, che compaiono sopra di esse, hanno infatti un valore SEO (a differenza di quelli delle grandi piattaforme come Wikipedia o Facebook che contengono il “no-follow” per evitare fenomeni di spam).
Aggiungere alla foto una descrizione ricca di parole chiave legate al proprio sito è un’altra delle best practices SEO da tenere in mente su Pinterest.
Anche lanciare contest tramite Pinterest è un ottimo modo per pubblicizzare il proprio marchio: il brand Land’s End Canvas (http://pinterest.com/landsendcanvas/) ha lanciato un contest in Dicembre, “Pin It To Win It”tramite il quale gli utenti potevano ricevere una Gift Card Natalizia da 250$ semplicemente re-Pinnando i capi del brand sul proprio profilo Pinterest.

Esiste ovviamente anche una versione App per iPhone di Pinterest.

Rimandiamo ai seguenti link per maggiori dettagli:

Sono ormai sempre più diffusi i micro-blog basati soprattutto su immagini, come Tumblr o (per rimanere in ambito Fashion) LookBook.nu .
Grazie ai tag gli utenti stessi creano categorie di argomenti grazie ai quali poi altri utenti scovano i contenuti per loro più interessanti (entra quindi in gioco anche il concetto di Social Bookmarking).
L’ultima frontiera di questo fenomeno consiste nelle “bacheche virtuali” sulle quali gli utenti possono raccogliere e catalogare immagini (arte, illustrazioni, …), prodotti (abbigliamenti, tech, … ), ricette, citazioni e quant’altro e “seguire” le collezioni degli altri utenti con gusti simili ai propri.
Pinterest è proprio uno di questi network fatti di collezioni User-generated.

Svpply, competitor di Pinterest, è invece una piattaforma che unisce il concetto di micro-photo-blogging di Tumblr e il concetto di shopping online di Amazon, in cui gli Store stessi pubblicano immagini dei loro prodotti (v. esempio di store su Svpply) che gli utenti possono poi “seguire” (con “Follow this store”).

Su questo genere di siti-raccoglitori una delle categorie più popolate è proprio quella del Fashion. Lyst, sulla scia di Pinterest e Svpply, si focalizza infatti specificamente sul campo della Moda.
Come Pandora e Last.fm suggeriscono ascolti agli utenti basati sulle loro preferenze e su algoritmi automatizzati, Lyst si pone l’obiettivo di consigliare agli utenti capi di moda e designer interessanti in base alle “Lyste” da loro stessi create.
Tutto ciò per andare incontro a tutti gli utenti che sui siti di shopping online non sempre effettuano l’acquisto immediatamente ma preferiscono, invece, tenere traccia di quello che scovano e gradiscono sul web, per comprare poi in un secondo momento.
Ciò che gli utenti guadagnano nel popolare le proprie “liste” è feedback da parte di chi li segue, che è proprio il fattore che incentiva a proseguire con questo tipo di attività di condivisione.
A differenza di Pinterest e Svpply, con Lyst non si può “bookmark-are” qualsiasi contenuto presente sul web ma solo prelevare articoli dagli store dei partner. Il tutto risulta così più controllato e garantisce la qualità del contenuto sia agli store dei brand partner sia agli utenti stessi.
Per Lyst è prevista una commissione sulle vendite e un CPA (costo per azione) e vengono forniti ai partner dati statistici sui trend e la popolarità dei prodotti.

Vedremo quindi se saranno le previsioni basate su algoritmi automatici o il potere dei Social Media ad avere la meglio per rispondere alla fatidica domanda: “cosa mi metto oggi?”


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