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da Wave Metrics

Questo articolo ci mostra come i brand più di successo su Social Media siano quelli che pubblicano sui loro profili anche contenuti che esulano da quelli prettamente correlati alla moda e ai prodotti di abbigliamento, ma che aggregano gli utenti influenzando positivamente l’engagement, il brand sentiment e la considerazione dell’acquisto.
Burberry, ad esempio, ha lanciato la campagna Burberry Acoustic: una collaborazione tra il brand e giovani artisti del panorama musicale britannico.

Il chief Creative Officer di Burberry, Christopher Bailey, ha selezionato per il canale YouTube del brand giovani (e giovanissimi) artisti Britannici emergenti ma comunque tutti con le carte in regola per diventare i nuovi divetti dell’indie-folk british che “ci piace tanto”.
Sulla scia del successo di “Burberry Art of the Trench” (l’iniziativa all’insegna del crowdsourcing in cui gli utenti potevano inviare fotografie di se stessi o amici con addosso un trench Burberry, per l’appunto), Burberry ha deciso di coinvolgere nuovamente la sua audience per diffondere l’arte di questi giovani cantanti in erba e, perchè no, magari lanciarne qualcuno verso il successo.

Lacoste, dal canto suo, è stata sponsor dell’ ATP Tennis Tour, scatenando l’engagement degli utenti più sport-addicted.
Dai grafici a torta emerge che l’interesse degli utenti si è concentrato in larga parte anche sui contenuti non-fashion.

Chiaramente è la strategia che conta: alcuni brands, infatti, hanno ottenuto riscontri estremamente positivi anche focalizzandosi esclusivamente sul proprio prodotto. Primi fra tutti BMW e XBOX.
Zara invece è un esempio di come il tentativo di concentrare la discussione online soltanto sul prodotto possa fallire.

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Questo articolo (che a sua volta cita il Financial Times) ci comunica, e lo apprendiamo con molto piacere, che da oggi in ben SEI paesi (Spagna, Inghilterra, Portogallo, italia, Germania e Francia) aprirà il sito di Inditex con la possibilità di acquiare i prodotti del brand Zara direttamente online.

La cosa verrà poi estesa anche in America e in Asia.

Perchè solo adesso? Semplicemente perchè adesso “era il momento giusto per andare online” ha rivelato Pablo Isla, chief executive di Inditex.

Inditex è uno dei principali e più grandi distributori di moda del mondo, che oltre a Zara possiede anche Pull & Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home y Kiddy’s Class – ma Zara conta circa un terzo delle vendite totali del gruppo!

Inditex si è sempre focalizzato sui teenager “fashion-conscious” e sui giovani e ha già da un pò sfruttato la strada di Internet (ha già 4-5mila fan su facebook) per promuovere la propria immagine e le proprie linee. I canali di comunicazione come i Social Network e internet in generale vengono infatti da loro ritenuti indispensabili per persegurie la filosofia del gruppo.

Esiste già, inoltre, anche la sua applicazione mobile (ignoriamo cosa contenga), scaricata da 2 milioni di persone.

La maggiore difficoltà con la quale gli utenti acquistano vestiti online ( a differenza di libri o musica), dovuta alla necessità di provare i capi, ha reso meno urgente la creazione dello shop online. Il servizio web deve comunque, secondo loro – ed è condivisibile, rimanere “complementare”e non “cannibalistico” per i negozi “fisici”.

Tutti i capi in vendita nei negozi Zara saranno disponibili online e allo stesso prezzo.

Così, magari, se nel cercare qualcosa in mezzo all’ammasso di vestiti buttati l’uno sull’altro, nel peggiore dei modi, dai clienti irrispettosi, ci perdessimo qualche vestitino degno di nota, potremo recuperare andando a spulciare per bene il sito web.

Infine… teniamo pronti i nostri iPhone e iPad, perchè a breve saranno disponibili anche le versioni mobile dello shop virtuale!


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